«Quando finirò di contare le stelle smetterò di volerti bene»

Ti svegli  una mattina e ti rendi conto che l’adolescenza è finita, uno dei tuoi film d’amore preferiti ha compiuto 20 anni e Leonardo Di Caprio è diventato un quarantenne sovrappeso. Una doccia gelata. Corso di rassegnazione: stai invecchiando.

Romeo + Juliet. Baz Luhrmann. 1996. Millenovecentonovantasei – ripeto – MILLE.NOVECENTO.NOVANTA.SEI.

Insomma…ehm…davvero? Sì. Tutto vero.

Non so quantificare le ore che ho passato a vedere questo film quando ero piccola, penso di aver consumato la videocassetta. (Sì ho detto videocassetta…che fa molto ’90 is magic). E la colonna sonora? Ore ed ore ballando Lovefool come una pazza in salotto. Se avessi utilizzato tutto ‘sto tempo per studiare probabilmente oggi sarei laureata in fisica nucleare…e invece…

La trama la conosciamo tutti. La storia d’amore per eccellenza che ha conquistato generazioni e generazioni è sempre stata questa e non a caso era già un successone nel 1597, poi è stata ricantata dai Dire Straits nel 1980 e poi il filmone che ha segnato la nostra esistenza nel ’96. Ma la morale qual è? Che cosa è cambiato in questi 20 anni?

Minuto 25 – i due innamorati si guardano attraverso l’acquario. Giulietta balla con il rampollo che dovrebbe sposare. Suo cugino vestito da Diavolo (attenzione!!! In questo caso l’abito fa il monaco!!!) interviene a guastare le feste. Romeo e Giulietta scappano dalla festa e «Baci come un Dio» – pausa – l’avete ripetuto al ragazzetto con cui pomiciavate? Io sì. Non era Leo ma la scenetta mi era venuta discretamente bene. Anni dopo mi sono pure presentata ad una festa con delle ali da angelo come quelle che aveva Giulietta. Proprio convinta. Mi chiamo pure come lei, avevo tutto il diritto di provarci. Mentre cercavo il grande amore ho perso un attimo la cognizione del tempo e BOOOM mi sono svegliata ed ero grande, senza Romeo, senza ali ed affacciata alla finestra a chiedermi come fossi arrivata fino a qui.

Minuto 54- Si sposano. Bellissimi. Felici. Di Nascosto. Il prete gli ricorda una sola cosa: «Quando il piacere è violento finisce male, in un attimo arde come il fuoco e le polveri che se unisci esplodono. Il miele dolcissimo nausea per la sua stessa dolcezza perciò AMATEVI CON MODERAZIONE». Giustappunto. Abbiamo imparato che “chi va piano va lontano”, abbiamo imparato che un amore così non esiste o quantomeno non serve, che chi si odia si odia per davvero e chi si ama si ama sul serio. Nella vita vera non esistono amori folli, esiste pagare l’affitto, pensare a cosa cucinare, organizzare gli impegni, il lavoro e le lavatrici mentre si cerca di essere felici insieme, in equilibrio tra un viaggio, una litigata e un pisolino sul divano. Nella vita da adulti esiste costruire insieme e guardare nella stessa direzione, non esiste autodistruzione, non esiste dare la propria vita per l’altro nel senso di *morire per* ma esiste dare la vita nel senso di *dedicare del tempo* che probabilmente è la cosa più difficile da fare. (Che sottigliezza questa, veramente una bella chicca!). Nel 2016 non può esistere annullarsi per l’altro, nel 2016 vige la filosofia della realizzazione personale prima di quella di coppia perchè “due zoppi non fanno un dritto”.

Minuto 87 – Giulietta beve il veleno. Romeo in esilio viene informato della sua morte.

Minuto 101 – «Qui, o qui, voglio avere il mio eterno riposo e togliere dal gioco delle avverse stelle questo mio corpo stanco della vita…BLA BLA BLA…così con un bacio…addio». Muore Romeo. Giulietta con lui. Oggi riguardo il fim con infinita tenerezza e algida, con la saggezza che ho acquisito in questi anni direi solo “Sciocca bravata finisce in tragedia”.

Conclusione: sul fatto che è stato un filmone siamo tutti d’accordo. Sul fatto che ha segnato la nostra esistenza pure. E sul fatto che sognavamo un amore puro per cui si potesse morire suppongo anche. E sul fatto che questo amore non è arrivato proprio con le sembianze che ci aspettavamo e noi siamo diventati grandi?  OPS! Forse ci costa ammetterlo ma immagino che saremo d’accordo anche su questo. Cambia la concezione dell’amore, cambia il modo di affrontare la vita, cambiano le priorità ma alla fine ci si ama lo stesso e ci si ama anche di più da grandi. Non più frasi sdolcinate e grandi dimostrazioni d’amore, piccoli gesti, piccolissimi gesti di grande valore. Parlare appena svegli, fare colazione insieme, sorridere perchè trovi un biglietto che ti ricorda di comprare la carta igienica, tollerare i calzetti che i maschi lasciano a terra, questo è l’amore dei grandi. Per amore non si muore, per amore si vive! C’è un unico comandamento che rimane un evergreen: «Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente».

*Sipario*

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P.S. io comunque alla fine mi sono laureata in Letteratura…

 

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