Supereroi che lavano i piatti

 

Giá mi sono esposta nella mia presentazione personale sul tema maschi contro femmine.

Non è un femminismo latente il mio, no. È proprio manifesto.

Il fatto che siamo noi donne ad avere in mano (… e anche da qualche altra parte) il potere è cosí chiaro quanto il nome che porto.

Tutte le volte che vi hanno fatto credere che avevate bisogno di un uomo per essere felici, per sentirvi appagate, amate, per aprire il barattolo della marmellata, montare una mensola o gettare la spazzatura, si stavano sbagliando.

Altroché prendere lucciole per lanterne.

Ci sono generazioni di femmine nate e cresciute a suon di carezzine in testa e bugie sul ruolo dell’uomo nel mondo.

Il punto è: non solo la storia ci dimostra e racconta il contrario, ma spesso anche noi stesse siamo l’esempio evidente di come non ci resti che arrenderci davanti all’evidenza che noi donne abbiamo una marcia in piú.

E, cari maschietti, non me ne vogliate, ma non resta che ammettere che alla fine tutto quanto ruota attorno a noi.

Non siamo delle streghe strateghe e arriviste. Solo che spesso il nostro essere machiavelliche, riportato alla modalitá binaria del pensiero dei maschi, ci permette maggiore luciditá e agilitá nella vita e in generale.

Abbiamo il nostro tallone d’achille, decisamente facile da scoprire piú o meno ogni mese, cosí come gli uomini hanno i loro vantaggi (la forza fisica, il non avere il dramma quotidiano del “non ho nulla da mettermi“).

Dopo questa premessa, giusto per fissare i puntini sulle “i”, non posso peró non spezzare una lancia a favore degli eletti che abbiamo scelto al nostro fianco (anche perchè altrimenti questa sera non ho nessuno a casa che mi fa le coccoline per farmi addormentare e mi tocca prendere le goccine di magnesio).

L’altra sera ero a casa sul divano in modalitá screen saver mentre il mio Sordo stava finendo di lavare i piatti (si, il mio uomo lava i piatti perchè sa che cosí lo amo di piú) e mi raccontava la sua giornata.

Ad un certo punto, preso dal racconto concitato e gesticolando come solo noi italiani sappiamo fare, ecco che il piatto gli scivola dalle mani.
Io inizio a sudare freddo, il piatto arriva a 2 cm dal suolo.
Lui, riflessi incredibili, con un gesto atletico lo raccoglie e, come se nulla fosse, continua il discorso disinvolto.
Il tutto mentre tipo a me il cuore si è fermato per 10 secondi.

Mentre il Sordo continua il suo avvincente racconto dettagliato, nella mia testa passano per ordine: immagine di me infuriata e urlante, scena della minaccia in cui gli dico che domani deve andare all’Ikea a comprare il piatto dello stesso modello (e soprattutto dello stesso colore)…
Immaginatevi la mia faccia stizzita mentre la mia testa giá stava proiettata al momento in cui mi avrebbe detto che il verde pisello secco non era tra i colori dei piatti disponibili.
Ad una certa DEVO interromperlo per fargli notare il rischio enorme che aveva appena corso e, soprattutto, richiamare la sua attenzione spiegando quale sarebbe stata la punizione divina che avrebbe dovuto scontare nel caso in cui quel piatto avesse raggiunto il suolo:

Amore, ti rendi conto della sciagura che hai appena evitato? Possiamo parlarne un attimo e riflettere sulla tua sbadataggine?

Sordo tace, probabilmente nemmeno mi stava ascoltando a causa della mancaza della modalitá multitasking, tipico difetto di fabbrica del modello “uomo”.

Dieci minuti piú tardi, quando io ormai giá pensavo a cosa mettermi il giorno dopo, lui si gira, mi guarda serio e mi dice gelido “Lo sai che tu la notte ti addormenti sempre prima di me, vero patatina?” e io dubbiosa “Ovvio amore che lo so” ribatte “Bene, devo dirti un segreto. Ricordi prima la mia presa del piatto? Be’, devo confessarti una cosa. Quando tu ti addormenti la notte, io inizio la mia seconda vita. Amore, io sono Batman“.

Batman.
Ok.

Avreste dovuto essere lí presenti e godervi la scena, perché non ho potuto non iniziare a ridere fino alle lacrime. 

Effettivamente peró, pensandoci bene bene, forse il Sordo non aveva poi cosí torto.

Bisogna essere un po’ dei supereroi per stare con ragazze come noi.

Tutti i nostri Sordi sono ragazzi brillanti, purtroppo belli a attraenti, intelligenti, simpatici e soprattutto non sono zerbini.

Sí, confermo nuovamente che abbiamo noi Mute il comando, spesso anche i pantaloni e il martello in mano, ma ci vuole intelligenza (e dei discreti superpoteri come la pazienza power) per stare con ragazze come noi.

Noi che li abbiamo scelti, lo abbiamo fatto addirittura correndo il rischio che potessero essere migliori di noi. E sicuramente lo sono sotto molti aspetti.

La coppia perfetta non esiste, ma la coppia ideale è quella composta da persone che si completano, si rispettano, si stimano e si sostengono a vicenda.

Ci sono evidenti epic fail anche nei Sordi, come la mania di lasciare i calzini sul tavolo del salotto la sera quando tornano a casa (Sordo 1), il bisogno fisiologico di sbattere rumorosamente la forchetta sul piatto per prendere piú foglie di insalata (Sordo 2) o la strana tendenza a preferire il divano o il ping-pong al locale fico (Sordo 3).

Peró poi, se alla fine risultiamo persone vincenti, è anche merito di chi ci sta accanto e ci sprona ad essere migliori ogni giorno.

PS. questo non significa che i calzini si possono lasciare in giro per la casa.

Pps. se lui é Batman, io chi sono?

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