Sapessi che felicità mi dà l’idea di non sapere più quando cammini dove vai, quando dormi con chi lo fai

Una mattina ti svegli e pensi “Aspetta…mmmm…ma quanto è che non penso al mio ex? Una settimana? Un mese? Bohhh forse anche di più!” – ed è fatta. Sei fuori. Hai rotto lo schema. Cioè ci hai appena pensato ma solo per renderti conto che non lo pensi più, questo pensiero non vale come pensarlo per davvero. Complicato, lo so.

Facciamo luce.
Per mesi hai chiesto informazioni, hai sorvegliato tutti profili social e rosicato vedendo che non pubblicava nulla, nemmeno lo straccio di un like a un sedere o un commento a una sciacquetta. Ore e ore passate online a vedere se si connetteva, stalking accurato anche delle tracce che ascoltava su Spotify per capire se ti pensava o no. Ogni tanto mandava quel messaggio infame che ti faceva venire la tachicardia,  sicuramente un paio di parole così ben studiate che poi soffrivi per giorni, ti sarà capitato di rivederlo più o meno casualmente (e per me casualmente voleva dire prendere un aereo, fare poi 1 ora di macchina e cose di questo tipo, ma ve lo giuro era sempre un caso).
Un bacio rubato (e magari anche qualcosa di più), una chiacchierata sotto alle stelle e tanti se e tanti ma. Se non ci fossimo mai lasciati, se tu non fossi arrivata nel momento sbagliato della mia vita, BLA BLA BLA e altre fandonie.
Ma poi finalmente guarigione dal cancro.
So benissimo che tutti voi avete pensato ad un nome ed un cognome, a degli occhi e ad un profumo. Quegli occhi e quel profumo, precisamente loro.

Questa settimana il protagonista del momento ‘Mute e Cultura’ è Dente (e non il mio ex come pensavate). Il ragazzo è davvero talentuoso, believe me, lo sapete che sono una buongustaia. Giuseppe Peveri, nato a Fidenza nel 1976. Un tipo alla Luigi Tengo, DNA del genio. Un mix moderno e un pochino pop tra Guccini e Battisti, insomma che ve lo dico a fare…uno che vale la pena ascoltare.

Dente ha diversi pezzi validi in discografia, ma credetemi, questo è IL pezzo.
La colonna sonora perfetta per quando ti rendi conto che la vita sta andando avanti anche dopo quella rottura, anche dopo le lacrime versate e anche dopo i “non ce la farò mai” che hai pronunciato davanti agli innumerevoli cocktail.

La canzone è Buon appetito. Terzo singolo estratto dall’album “L’amore non è bello” del 2009. 

Analizziamo il testo, parole come macigni dentro ad una canzoncina apparentemente leggera, un motivetto canticchiabile che sgancia in verità una bella bomba a mano con nonchalance.

«Sapessi che felicità mi dà l’idea di non vederti più, l’idea di non fidarmi più qualsiasi cosa mi dirai » – OK. Fase difesa. Fino a qui tutto regolare, non vedi l’ex, sei fuori dalla sua vita e non ti fidi più delle frottole che racconta. Sei stato ferito e adesso ti difendi.
«Sapessi che felicità mi dà l’idea di non toccarti più, l’idea di non seguirti più in tutto ciò che fai» – SONO FELICE SENZA DI TE! Va bene, ovvio, sei fuori dalla sua vita, non lo segui più con ossessione sui social e non controlli più i suoi orari su whatsapp. Fase disintossicazione. Ti rendi conto che la presenza era dannosa e cerchi di eliminare la dipendenza. Un po’ come smettere di fumare, l’inzio è duro e poi non ci fai più caso.
«Ho messo le mani in tasca ed ho sputato sulla tavola, buon appetito amore mio!» – BECCATI QUESTO PALLONE GONFIATO! Fase reazione. E reagisci con rabbia, un po’ di cafonaggine, quell’arroganza che è ancora carica di risentimento. Essere arrabbiati vuol dire stare ancora sulla cresta dell’onda (in un mare di c***a).
«Sapessi che felicità mi dà l’idea di non sapere più quando cammini dove vai, quando dormi con chi lo fai» – ATTENZIONE! Non ti interessa più non solo sapere cosa fa ma nemmeno con chi diamine dorme, ok? (Ma tanto lo sai che dorme con il suo gatto, quindi no problem.)
«Di tutte le lacrime che hai quante ne piangerai?» – AHI AHI AHI. Fase “Ti auguro di essere felice”. Tanti auguri di Buon Natale. Saluta a casa. Care cose. NO. Gli auguri di piangere almeno 1/3 delle lacrime di sangue che ha fatto versare a te. Cosa che non serve a nulla, lo sappiamo, ma sul momento calma, un po’ come un antidolorifico, non risolve il problema ma se sei stato sorpreso dal colpo della strega e devi andare in ufficio va bene per la sopravvivenza. Poi arriva anche il momento in cui l’ex dichiara di aver versato segretamente qualche lacrimuccia per te e di essersi un po’ pentito magari, di solito funziona così, e tu ti stai prendendo la tua piccola rivincita, episodio della serie ‘magre consolazioni’.
«Quantificando il male che mi fai ho visto che non finisce mai» – SBAAAAM. Eccola qui. Fase ricaduta. Dici di no, ma la verità è che sì, fa ancora male. Tanto. Tantissimo a volte. Sarebbe stato tutto perfetto se solo la controparte non avesse rovinato i tuoi piani.
«Quando fai la spesa cosa comperi, di che colore hai colorato i mobili, vorrei non sapere più nemmeno dove abiti» – YEAH! Fase guarigione. Non pensi più a nessun dettaglio della sua vita, fuori dai giochi al punto che vorresti dimenticare l’indirizzo di casa sua perchè non ti serve più. Alla fine ce l’hai fatta, hai sconfitto il mostro a fine livello di Super Mario. Puoi finalmente avanzare. Nella vita dico.Finalmente si va avanti, l’ex è dimenticato, non ci pensi più, non vivi più sotto l’effetto della peggiore droga del mondo, sei di nuovo una persona capace di intendere e di volere e sei di nuovo una persona libera. Libera e felice.
La cosa bella è che ti capita all’improvviso, senza impegno, senza sforzo, come se fosse sparito in un trucco di magia. OPLÀ! Inghiottito nel nulla. È stato il tempo, non puó essere che così. Non ci sono distrazioni che tengano, non ci sono chiodi che possano intervenire, non ci sono ricordi nuovi che possano sovrascrivere i vecchi, è solo una questione di tempo. Minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni. Tempo. Tutte le ossessioni passano e tutte le ferite si rimarginano.
Sagace eh sto Dente. Per me è un sì a 360°.
Seguitelo (Facebook, Twitter) ascoltatelo, state leggeri e non pensate agli ex che fa male alla salute.
Come sempre ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Cordiali saluti.
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parabrezza

 

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