1992 – Mille novecento novanta due

«Lo so a cosa pensate tutti, gli anni Ottanta sono finiti. Bei momenti, tutto era possibile. Fatturato alle stelle, ci siamo divertiti, siamo andati a letto tardi. Oggi c’è la crisi è vero e qui a Publitalia la raccolta pubblicitaria è in calo. Ma gli anni Ottanta sono uno stato mentale, possono tornare e durare per sempre, dipende solo da voi. La crisi per voi è un’opportunità. Niente più a cena fuori, niente cinema, niente weekend al mare: la gente resterà a casa… a guardare la tv. Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente.»

“Speak easy, Mute!”

Se stessimo vivendo i Roaring Twenties, ognuna di noi avrebbe pane per i suoi denti: Giulia avrebbe fatto amicizia con Jay Gatsby per non farci mancare nessuna festa, Loredana avrebbe conosciuto Coco una sera ad una cena al Plaza e le avrebbe spiegato la sua teoria per cui la Schiapparelli aveva il destino giá scritto nel suo nome.
E io?
Io avrei avuto un’agendina piena zeppa di parole d’ordine, per non farci mancare mai un French 75 il venerdí sera.
 

“P” come Perseveranza

Perseveranza s. f. [dal lat. perseverantia, der. di perseverare «perseverare»]

La perseveranza è femmina, di nome e di fatto.
Intestardirsi senza voler vedere ragioni, incaponirsi fino a perderla questa ragione.
Smarrire completamente lucidità, obiettività, senno, coerenza.